Social Media Consultant and Communication Strategist
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Donato Markingegno Carriero

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  • Il Cuore del Social Media Marketing

    Tutto quello che accade online è in qualche maniera misurabile: i fan (liker) di una pagina facebook, i post, i tweet, il sentiment di tutti questi. E ancora le relazioni che si sviluppano tra i blog e formano i nodi della Rete nella blogosfera.

    Questa grande mole di dati diventa di difficile lettura ma vengono in soccorso l’infografica, la social network analysis, tutto ciò che riesce a rappresentare in maniera visuale e più immediatamente percepibile i dati quantitativi.
    Ecco ad esempio, quello che accade nel web ogni 60 secondi:


    [Clicca sull'immagine per ingrandire. Infographic via lissimattia.com]

    Una manna anche per le aziende che hanno bisogno di misurare il proprio sforzo, il proprio investimento e ovviamente il ritorno prodotto [ROI].
    Benvengano le rappresentazioni grafiche in luogo di lunghi, anonimi fogli di Excel e asettiche percentuali. Non bisogna dimenticare però che ogni compressione, ogni semplificazione comporta una certa perdita di dati.
    Nel caso in cui ci si focalizzi in maniera eccessiva con i dati quantitativi a farne le spese saranno i dati qualitativi.

    Quando si parla di Social Media Marketing non si dovrebbe perdere il focus sul primo dei tre termini, sull’aspetto sociale di questa nuova espressione del marketing. In tal senso l’azienda dovrebbe (anche) essere in grado di interpretare e rappresentare se stessa nel contesto socioeconomico in cui opera, attraverso lo strumento dei social network.

    In altre parole il social media manager dovrebbe essere in grado di capire se l’azienda è percepita bene dal contesto sociale in cui opera analizzando le interazioni quotidiane con quello che non dovrebbe più essere definito “target”, poiché non è l’oggetto della comunicazione ma la fonte.

    I fan di Facebook, i follower di Twitter non sono (solo) numeri, ma anche e forse soprattutto, sono quelle persone inclini a fornire all’azienda stessa, preziose informazioni sul suo grado di integrazione nel contesto sociale. In questo senso anche le critiche sono preziose, perché se interpretate correttamente favoriscono il miglioramento.

    Spesso il motivo per cui le aziende faticano nella gestione dei social media sta nel fatto di aver perso la propria dimensione sociale.

    Il piccolo artigiano è fortemente radicato nel proprio quartiere, conosce di persona i clienti e probabilmente presta i propri servizi anche a molti dei suoi amici che in qualche modo gli faranno sapere se sta facendo un buon lavoro o se deve modificare qualcosa.
    Le grandi aziende fino ad ora hanno dedotto tali informazioni esclusivamente dai dati economici: finché le vendite ed il fatturato crescono va tutto bene.

    Colti di sprovvista da strumenti di comunicazione per loro nuovi, tentano di applicare lo stesso modello quantitativo al social media marketing, ma questo non può funzionare allo stesso modo per le relazioni sociali come per i dati economici.

    “Dagli elementi quantitativi non si può prescindere”

    Sì, certamente vero per un’azienda, difatti non è mia intenzione sostenere che siano inutili o non significativi al contrario, i dati quantitativi sono necessari. Purtroppo però in molti casi non sono sufficienti.

    Per prima cosa, in assenza di parametri universalmente validi – al momento impossibili da individuare – è necessario definire dei parametri “ad aziendam”. Ogni caso ha le proprie peculiarità, sottoposte a numerose variabili:

    • mercato di riferimento
    • tipologia di prodotto
    • storia dell’azienda
    • attività pregresse in ambito di comunicazione e social media
    • ed n altre variabili

    Solo dopo aver considerato tutte le variabili in gioco è possibile iniziare ad ascoltare, monitorare, e misurare per definire un benchmarking specifico della propria azienda.
    Quando si è certi sapere dove ci si trova e dove si vuole arrivare, è giunto il momento di uscire allo scoperto, ovvero aprire gli account ufficiali dell’azienda sui social network ed iniziare a relazionarsi con il mondo esterno in una maniera nuova, basata sui numeri ma senza dimenticare il cuore.

  • Android Gingerbread su HTC Desire con Cyanogenomod 7

    HTC Italia ha comunicato lo scorso mese di giugno che il Desire avrebbe ricevuto l’aggiornamento ufficiale ad Android 2.3 Gingerbread. Tuttavia questo aggiornamento non è OTA [Over The Air], non viene “reclamato” automaticamente dal sistema, è necessario seguire una procedura di installazione manuale consigliata dalla stessa HTC solo ad utenti esperti e, cosa ancora più importante, per eseguire l’aggiornamento sono necessari i privilegi di root, bisogna rootare come si dice ormai in gergo.

    Da felice possessore di questo device ho apprezzato lo sforzo compiuto da HTC per non lasciarlo nelle retrovie degli aggiornamenti di sistema, ma considerata la complessità della procedura e il fatto di dover rootare in ogni caso, ho preferito provare il famoso Cyanogenmod, anche per le maggiori prospettive di futuri aggiornamenti.

    Per ottenere i privilegi di root ho utilizzato unrEVOked un’applicazione disponibile per molti modelli di smartphone che fa praticamente tutto da sola (invece di eseguire manualmente tutta la procedura).
    Il metodo unrEVOked è anche quello consigliato dallo stesso sviluppatore di Cyanogen.

    Da lì i passi successivi sono abbastanza semplici, con in più l’accortezza di installare il pacchetto delle applicazioni Google separatamente, operazione necessaria per questioni di tipo legale o qualcosa del genere. Ad ogni modo le applicazioni Google una volta installate funzionano normalmente e si aggiornano tramite Android Market allo stesso modo di tutte le altre.

    Giudizio sintetico

    Dall’installazione di Android 2.3 Gingerbread su HTC Desire, grazie a Cyanogenmod 7, ho avvertito una maggiore fluidità del sistema operativo, migliore performance della batteria e soprattutto la possibilità nativa di spostare le applicazioni su memoria esterna (tranne quelle native). Questo riduce notevolmente il maggiore difetto del Desire, la carenza di memoria interna del dispositivo mobile di HTC che per il resto è ancora oggi un signor smartphone.

    Risorse

  • Geek Travel Sufferings

    Grazie agli smartphone è possibile organizzare i propri viaggi dalla partenza al ritorno, e per i più accaniti è possibile seguire e tracciare i propri spostamenti. Fare check-in con Foursquare o altri tool di geolocalizzazione mobile e così via.

    Talvolta però ci si scontra con un mondo ancora non del tutto pronto al mobile thinking :)

    Vignetta di Kartun, licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike

    Simpaticamente dedicata a: @LeFrecce

  • Social Media Summer

    Ci risiamo, è di nuovo quel periodo dell’anno in cui Internet si svuota e l’Italia si ferma. Peccato che per molti aspetti non ce lo potremmo permettere, ad esempio quelli legati all’economia.

    Non divaghiamo sui massimi sistemi però, restando alle piccole cose di questo blog, fermo già da qualche settimana, le trasmissioni riprenderanno a settembre, forse.
    Dico forse perché sempre più frequentemente negli ultimi anni, bloggare è diventato un impegno più che un vero piacere, e così non va.

    Probabilmente a settembre riorganizzerò meglio il mio personale social media mix, fino ad allora mi potete trovare su:

    Twitter @markingegno fortemente orientato allo sharing di contenuti in tema di social media — quello che leggo e che mi piace condividere perché credo possa essere interessante.

    Facebook, fun & real life, con ogni probabilità se non ci frequentiamo quello che scrivo lì non ti interessa, anzi potresti farti una cattiva idea di me :)

    Ed ovviamente Google Plus, che grazie alle cerchie mi permette di fare entrambe le cose selezionando le persone a cui mi rivolgo.

    E tu, astinenza totale o userai qualche social media durante le vacanze?

  • Twitter Marketing Example: Give Them What They Want!

    Un eccellente esempio di come Twitter possa essere utilizzato in una campagna marketing per coinvolgere i clienti/utenti: dai loro quello che desiderano!

    Lo ha fatto la Volkswagen per la Fox in Brasile in occasione del festival “Planeta Terra”, mettendo in palio dei biglietti per il festival, nascosti in luoghi che potevano essere individuati solo tramite una mappa di Google. La trovata geniale sta nel fatto che lo zoom della mappa aumentava solo in base al numero di tweet con hashtag #foxatplanetaterra.

    Clicca qui per vedere il video incorporato.

    Il luogo dove trovare il biglietto era chiaro solo al raggiungimento del prefissato numero di retweet, ed a quel punto scattava la gara di rapidità, il più veloce a raggiungere il premio avrebbe vinto il biglietto. Conclusa la gara, partiva la successiva.

    Il successo della campagna è stato raggiunto grazie alla elevata corrispondenza con il target e alla semplicità del meccanismo, che ha reso l’hashtag un trending topic solo in un paio d’ore.

    Cosa desidera il target del tuo brand?

  • Chromebook For People Who Live The Web

    Si avvia in 8 secondi, è sempre connesso alla Rete tramite Wifi o 3G, si basa su applicazioni e si aggiorna da solo, tutte le volte che lo accendi, perché il realtà il sistema operativo è online.

    È Chromebook, il cloud-laptop di Google.
    Dovrebbe essere disponibile in Italia dal 15 giugno.

    Ah, e lo sapevate che il mio compleanno è ad inizio luglio?!

    Disclosure: questo NON è un messaggio subliminale.

  • Aiuta BOL a Scegliere i Libri da Donare alle Scuole

    BOL.it donerà circa 5.000 libri scelti dalla Rete alle biblioteche delle scuole di Torino, Milano, Napoli e Palermo.

    Per contribuire all’iniziativa di beneficenza basta compilare la lista dei propri “5 libri della vita”, quelli che porteresti su un’isola deserta, o semplicemente quelli che vorresti fossero donati alle scuole, sul sito dedicato nella sezione Donabol.
    Ecco la mia:

    Inoltre BOL ha invitato alcuni blogger ad intervistare gli autori presso lo Stand del Salone del Libro di Torino [Padiglione 2, stand H126-J125]. Consulta l’agenda per sapere quando c’è il tuo autore (o il tuo blogger) preferito.

    Se ti fa piacere incontrarci, sarò lì sabato, quindi potrò seguire le interviste di:

    Se sabato sei al Torino fammelo sapere, con un commento, un’email o un reply @markingegno. E non dimenticare l’hashtag #donabol per diffondere l’iniziativa di beneficenza di Donabol.

    Disclaimer: BOL è cliente Digital PR e seguo questa iniziativa anche per motivi professionali. Lo rendo esplicito solo per estrema chiarezza, perché quello che scrivo in questo blog non è mai condizionato né dall’agenzia né dal cliente.

  • Alle Aziende che Ritengono i Social Media una Moda Passeggera

    Se solo il 32% delle aziende italiane utilizza professionalmente i social media, forse è perché molte del restante 68% è ancora convinto che i social media e dunque il social media marketing sia una mania temporanea, qualcosa non destinato a durare.

    L’infografica qui sotto non è bellissima – molto testuale, la qual cosa ha poco senso per un’infografica – ma evidenzia alcuni nodi focali che possono aiutare il manager avveduto a riconoscere i sintomi di un fenomeno che non può essere relegato allo status di moda effimera. Come ogni cosa avrà il suo ciclo di vita: nascita, diffusione, maturità, declino, ma qui siamo solo all’inizio.


    [clicca sull'immagine per ingrandire]

    L’informazione più interessante trovo sia in fondo – per coloro che hanno avuto la pazienza di arrivare sin qui:

    I Social media non sono una mania passeggera perché sono la maniera in cui ORA comunichiamo con gli amici, clienti, futuri clienti, nonne, colleghi, investitori, meccanico, dottori…

    Come comunica la tua azienda, state costruendo un altro inutile sito vetrina?

    via: Social Media Today
     

  • Coin Racconta Foursquare: Geolocalizzazione del Brand

    Tre domande a Gialuigi Zarantonello, responsabile media digitali e interattivi di Coin Spa, una delle prime aziende italiane ad utilizzare la geolocalizzazione per un’attività di relazioni pubbliche digitali.

    Quali sono state (se ce ne sono state) le resistenze da affrontare per convincere e motivare l’azienda ad intraprendere un percorso nuovo, non battuto da altri prima?

    Non ci sono state particolari resistenze, anche perchè siamo partiti in sordina e in un momento in cui i servizi legati alla geolocalizzazione non avallano ancora visto l’esplosione che poi si sarebbe vista poco dopo. Certo i primi casi di successo come Starbucks hanno aiutato ma per il resto le ricerche hanno riguardato soprattutto le opportunità e gli strumenti disponibili.

    A questo punto abbiamo chiesto a Foursquare la gestione delle venues che avevamo creato (i loro tempi sono lunghi) e abbiamo deciso di partire con uno special, subito dopo l’estate. Vista la forza del nostro programma loyalty e considerando che Foursquare è pur sempre uno strumento terzo abbiamo individuato nella Coincard gratis il premio ottimale per i mayor, che così vengono portati all’interno della nostra catena di relazione con il cliente.

    Infine una volta partiti siamo stati travolti dal successo, infatti 24 ore dopo la pubblicazione dello special, senza altra comunicazione, avevamo già molti blog che ne parlavano e Twitter in fermento.

    Ad oggi è possibile stilare un bilancio dell’iniziativa?

    I numeri dei check-in sono proporzionali alla diffusione comunque limitata di Foursquare, gli utenti però sono molti attivi edi qualità. Posso individuare 3 ritorni per questa attività:

    • pubblicità equivalente, data dalla diffusione del case su blog, conferenze e libri
    • conversazioni generate sul web, visto che molti condividono i loro check-in su facebook e Twitter, con relativa amplificazione
    • immagine rinnovata e interesse per i nostri negozi anche da parte di chi ancora li considerava “vecchi”

    Quale tipologia di azienda ritieni che possa avvantaggiasi maggiormente della geolocalizzazione mobile?

    Sicuramente i vantaggi maggiori sono per chi ha dei negozi e delle location fisiche, perché questi strumenti facilitano il reperimento dei punti vendita e il traffico.
    La cosa però funziona davvero bene in presenza di una strategia multicanale, in cui questa sia solo una parte.

    Esperimenti Italiani

    In questo momento utilizzare la geolocalizzazione mobile per una iniziativa di relazioni pubbliche online non è appropriato per qualsiasi azienda, e per ogni obiettivo. Però questo è il momento di sperimentare o sfruttare l’effetto sorpresa in particolari condizioni, come ha fatto Coin per “rinfrescare” l’immagine percepita dei propri punti vendita.

    Nel frattempo Foursquare ha attivato lo strumento delle brand page e i partner badge (i secondi esistono solo nominalmente in Italia, non mi risulta che nessuno sia riuscito ad attivarli) e sta dando vita a partnership ed eventi mirati a diffonderne l’uso, come quello con Sony Ericsson che ha portato i giovanissimi Tomas e Matilde ad incontrare Maria Sharapova e Sabine Lisicki al Torneo WTA di Miami.

    Brand page Sony Ericsson WTA su Foursquare

  • Google Android Allunga Negli USA. RIM Perde Terreno

    Confermata la crescita di Android, il sistema operativo per dispositivi mobili di Google nel mercato statunitense: +6% nel primo trimestre del 2011.
    Il secondo sistema operativo per diffusione è RIM che perde 4,5 punti percentuale. Apple iOS terzo, cresce dello 0,5%.

    Smartphone Platform Market Share

    72.5 million people in the U.S. owned smartphones during the three months ending in March 2011, up 15 percent from the preceding three-month period. Google Android grew 6.0 percentage points to 34.7 percent market share, while RIM ranked second with 27.1 percent. Apple grew 0.5 points to 25.5 percent share, followed by Microsoft (7.5 percent) and Palm (2.8 percent).

    Qui un’analisi (a spanne) della diffusione dei sistemi operativi mobili in Italia. I due mercati sono molto diversi, spesso – ma non sempre – quello italiano tende a seguire quello statunitense. Vedremo se e in che misura questo si verificherà.

    Altri dati sull’andamento del mercato della telefonia mobile negli Stati Uniti nel primo trimeestre 2011 su BGR.com

  • Social Media: Content Is King

    I contenuti sono l’elemento portante dei social media e quindi anche del social media marketing. Le aziende devono imparare a pensare e comportarsi come media company, facendo emergere dal proprio interno le risorse di conoscenza e competenza e trasformandole in contenuti preziosi per gli utenti dei social media, che sono in definitiva i clienti dell’azienda stessa.

    Quanto più tali contenuti saranno utili, interessanti, di valore per i clienti dell’azienda tanto più facilmente essi circoleranno sui social media per effetto del passaparola.

    Una ulteriore conferma viene dall’indagine condotta da AOL e Nielsen, ecco alcune evidenze emerse.

    La quantità di contenuti condivisi varia in base al canale utilizzato:

    • il 42% dei post su Twitter contengono link a contenuti; il 73% dei post su Twitter che si riferiscono ad uno specifico settore industriale (auto, tech, finanza, e intrattenimento) contengono link
    • il 41% dei post sui blog contengono link a contenuti; il 64% dei post sui blog relativi a specifici settori industriali contengono link a contenuti
    • il 12% di tutti i post su Facebook contengono link a contenuti; il 22% dei post su Facebook relativi ad uno specifico settore industriale contengono link

    I brand sono tra i principali protagonisti della condivisione online; almeno un marchio o un prodotto è citato nel 60% dei messaggi di condivisione dei contenuti online. Gli strumenti più utilizzati sono email (66%) social media (28%) e instant messaging (4%).

    La maggior parte delle persone condividono contenuti tramite più piattaforme

    Nei quattro settori industriali considerati, i contenuti informativi sono quelli più condivisi

    via: MarketingProfs.
     

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